“Non c’è correlazione scientifica dimostrata tra il fatto di non consumare sostanze stupefacenti e il risveglio dal coma. L’uso di alcol e di sostanze stupefacenti non è in generale salutare per il cervello, ma non ho mai sostenuto che il figlio di Alfio Marchini si sia risvegliato dal coma grazie al fatto che non faceva uso di sostanze. Ci sono persone che non fanno uso di sostanze stupefacenti e ugualmente non si risvegliano, così come il contrario. Il risveglio dal coma è determinato da fattori complessi e dalla combinazione di numerose attenzioni terapeutiche e riabilitative neuo-psicologiche”.
Così la dottoressa Rita Formisano ha voluto precisare, come medico e ricercatore, quanto riportato dal candidato Sindaco di Roma durante la trasmissione “Piazza Pulita” su La7 e in dichiarazioni successive, secondo cui la dottoressa Formisano avrebbe affermato che ”se suo figlio ha avuto un recupero, è solo perché non si è mai fatto delle canne”.
“La possibilità di risvegliarsi dal coma così come il successo di qualsiasi percorso di riabilitazione neurologica – spiega la dottoressa Formisano – dipende molto dalla cosiddetta plasticità cerebrale, ovvero la capacità del nostro cervello di organizzare nuovi collegamenti tra i neuroni in sostituzione delle parti danneggiate dal trauma. Il primo fattore importante, da questo punto di vista, è l’età: più la persona è giovane e più il cervello è plastico. L’uso di alcol e di sostanze stupefacenti non è salutare per la conservazione della plasticità cerebrale, così come una dieta squilibrata non è salutare per altri aspetti del nostro organismo. Non c’è però nessuna correlazione scientifica tra uso di sostanze stupefacenti e risveglio o meno dal coma. Ci sono invece recenti lavori scientifici sull’aumentato rischio di ictus ischemico in relazione all’uso abituale di droghe leggere. L’ultima ricerca al riguardo è stata pubblicata quest’anno su Journal of the Neurological Sciences. Così come è dimostrato che l’uso di alcol e droghe aumenta significativamente il rischio di incidenti stradali e quindi di traumi cranici, che sono tra le cause principali di un coma”.
Rita Formisano è direttore del reparto di Neuroriabilitazione della Fondazione Santa Lucia e ha precedentemente svolto attività clinica e di ricerca presso la Clinica Nerologica Universitaria di Innsbruck in Austria. Ebbe in cura il figlio dell’onorevole Marchini dopo l’incidente che procurò al giovane un periodo di coma da cui si risvegliò con successo. “Sono un medico e mi sento in dovere di fare una precisazione scientifica – ha proseguito Formisano – Non voglio intromettermi in dibattiti da campagna elettorale”.
Formisano guarda oltre il dibattito occasionale per lanciare un appello: “La riabilitazione di pazienti post-coma richiede intense cure ospedaliere. È importante inoltre il supporto alle famiglie e il loro coinvolgimento nel piano terapeutico. Spesso il primo cenno di ripresa il paziente lo da a un famigliare o a un amico anziché al terapista. La riabilitazione non finisce poi mai con le dimissioni dall’ospedale e c’è bisogno di una rete territoriale più efficace per non rischiare di vanificare gli obiettivi raggiunti durante la fase intensiva della riabilitazione. C’è una grande urgenza che il sistema sanitario nazionale metta in agenda riflessioni approfondite e opportune misure sull’assistenza e la riabilitazione di persone colpite da patologie come il coma e altre gravi disabilità neurologiche che interessano migliaia di adulti e bambini in Italia. Altrettanto urgente sarebbe potenziare efficaci campagne di prevenzione sugli incidenti stradali, iniziando nelle scuole”.
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