La cognizione sociale in pazienti con compromissione del funzionamento cerebellare | Fondazione Santa Lucia

La cognizione sociale in pazienti con compromissione del funzionamento cerebellare

Il presente progetto si propone di indagare il ruolo del cervelletto in specifici aspetti della cognizione sociale, attraverso un protocollo comportamentale somministrato a pazienti affetti da patologia cerebellare, a soggetti con disturbi dello spettro autistico e a un gruppo di controllo composto da soggetti sani. Il confronto tra le due popolazioni di pazienti consentirà di verificare se l’eventuale comportamento deficitario registrato sia nei pazienti cerebellari che nei pazienti con disturbo dello spettro autistico possa derivare da un’alterazione di una complessa rete neuronale in cui agisce il cervelletto. Questo dimostrerebbe che il cervelletto può avere un ruolo nelle prestazioni deficitarie di mentalizzazione.

La cognizione sociale è l'insieme dei processi attraverso cui gli individui acquisiscono informazioni dall'ambiente, le memorizzano e le interpretano, per comprendere il mondo sociale ed organizzare il comportamento. Un aspetto centrale della cognizione sociale è la capacità di inferire lo stato mentale altrui attraverso la percezione accurata delle emozioni e delle intenzioni dell'altro, capacità definita Teoria della Mente. Questa abilità include sia componenti affettive che cognitive e implica un processo inconscio e uno conscio. Il processo inconscio è coinvolto in aspetti di base del riconoscimento delle intenzioni dell'altro, attraverso la percezione di azioni ed emozioni e il contagio emozionale. Il processo conscio implica la capacità di utilizzare la prospettiva altrui, anticipando gli esiti e i possibili stati mentali conseguenti a un'azione, per comprendere il comportamento ed effettuare delle scelte.

Il substrato anatomico di questi processi è dato da una complessa rete neurale, che include sia specifiche aree frontali e temporo-parietali che strutture sottocorticali, come l'amigdala, l'ippocampo, il talamo e i gangli della base. Studi recenti hanno dimostrato come anche il cervelletto sia coinvolto nel riconoscimento delle emozioni e nella capacità di inferire stati mentali. Questi dati sono supportati dalla presenza di connessioni del cervelletto con le aree limbiche e con specifiche aree del lobo frontale. Risulta importante evidenziare che alterazioni in specifiche componenti della Teoria della Mente sono state riportate in diverse patologie psichiatriche, come schizofrenia e autismo, in cui è stata riscontrata anche un'alterazione sia funzionale che strutturale a livello cerebellare. Nonostante queste evidenze, i dati presenti in letteratura offrono ad oggi un quadro parziale di come il cervelletto intervenga nella cognizione sociale. 

Research Unit 
Ataxia Research Lab
Project Duration 
Gennaio 2013 – Dicembre 2016.
Partner 

Laboratorio di Neuroscienze Cognitive, Dipartimento di Psicologia, Sapienza – Università di Roma