Non è ancora una terapia disponibile, ma è un passo ulteriore che in un futuro prossimo potrà fornire uno strumento in più per combattere la malattia di Alzheimer
La Fondazione Santa Lucia IRCCS ha avviato l’utilizzo ad uso compassionevole del Donanemab, anticorpo monoclonale per il trattamento della malattia di Alzheimer nelle sue fasi iniziali.
L'uso compassionevole significa che il farmaco non è ancora disponibile per tutti, in quanto non è ancora stato approvato dall'AIFA, ma viene comunque fornito, in pochissime dosi e per pazienti con caratteristiche ben definite, ad alcuni centri selezionati.
In sintesi non si tratta ancora di una terapia disponibile in Italia, ma è una fase di transizione tra la validazione scientifica, l'approvazione dell'ente regolatore europeo (l'EMA, che ha già approvato il farmaco) e la definitiva commercializzazione.
Il Donanemab appartiene alla nuova generazione di farmaci anti-amiloide, progettati per agire su uno dei meccanismi biologici associati all’Alzheimer: l’accumulo di beta-amiloide nel cervello. Si tratta di terapie innovative che non si limitano ad agire sui sintomi, ma puntano a intervenire sul decorso della malattia.
Per il Santa Lucia IRCCS si tratta di un passo importante nel campo delle neuroscienze cliniche e della ricerca sulle malattie neurodegenerative. La disponibilità di terapie come il Donanemab conferma quanto siano oggi centrali la diagnosi tempestiva e la presa in carico dei pazienti nelle fasi iniziali della malattia.
I nuovi anticorpi monoclonali non rappresentano una cura definitiva per l’Alzheimer, ma segnano un cambiamento rilevante: per la prima volta la ricerca sta portando nella pratica clinica strumenti pensati per agire sui meccanismi biologici della patologia.
