Airalzh ha pubblicato i progetti vincitori del bando AGYR 2025. Tra i premiati la psicologa e ricercatrice Nerisa Banaj, del laboratorio di neuropsichiatria della Fondazione Santa Lucia IRCCS, che ha presentato un progetto volto all'utilizzo di tecnologie non invasive per individuare tempestivamente i primissimi segnali della malattia di Alzheimer.
Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) ha annunciato i sei vincitori dell’edizione 2025 del Bando AGYR (Airalzh Grants for Young Researchers). Nerisa Banaj, Federico Cazzaniga, Guido Maria Giuffrè, Silvia Cecilia Pelucchi, Rebecca Piccarducci e Lorenzo Pini svilupperanno così i propri Progetti di Ricerca dedicati all’individuazione delle fasi precoci della malattia di Alzheimer e alla prevenzione. La somma totale ammonta a 300mila Euro con un investimento totale – per i soli Bandi AGYR negli ultimi cinque anni - di 1.8 milioni di Euro.
“Investire nella Ricerca contro la malattia di Alzheimer – dichiara la Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh Onlus – è sempre più importante. L’Italia si trova all’ottavo posto tra i Paesi con il maggior numero di persone affette. Numeri che raccontano la portata di una sfida socio-sanitaria che riguarda milioni tra malati, famiglie e caregivers. La Ricerca rappresenta l’unica strada per rispondere con strumenti più efficaci ed offrire più qualità alla vita di chi affronta la malattia. La nostra Associazione continua così ad investire in questo campo non solo per arrivare a diagnosi precoci e terapie efficaci, ma anche per dare una possibilità a giovani Ricercatori under 40 di emergere e sviluppare così carriere indipendenti in Italia. Nelle prossime settimane, anzi, Airalzh aprirà le candidature per il nuovo Bando AGYR 2026, aumentando il finanziamento da 300 a 400mila Euro”.
I Progetti di Ricerca vincitori sono stati selezionati direttamente dal Comitato Tecnico Scientifico di Airalzh, composto da Esperti internazionali di altissimo livello. I Ricercatori e le Ricercatrici fanno riferimento ad Università e Centri d’eccellenza di Milano, Padova, Pisa e Roma e sono stati tutti invitati a presentare il proprio Progetto al Convegno “SINdem4Juniors”, in una apposita sessione a loro dedicata, Giovedì 5 Febbraio, a Bressanone.
Con il suo progetto, Nerisa Banaj, Dirigente psicologo e ricercatrice presso l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, mira a riconoscere segnali molto precoci di cambiamento cerebrale - grazie all’utilizzo integrato di valutazioni neuropsicologiche, neuroimaging avanzato e analisi computazionali in una prospettiva fortemente traslazionale - per favorire la prevenzione e migliorare la qualità delle cure con interventi personalizzati.
Federico Cazzaniga - Ricercatore presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano – propone di esplorare campioni di lacrime umane con l’obiettivo di identificare nuovi biomarcatori capaci di migliorare l’accuratezza diagnostica dell’angiopatia amiloide cerebrale ed una sua distinzione dalla malattia di Alzheimer.
Guido Maria Giuffrè – Neurologo e Ricercatore in Neuroscienze presso la Clinica della Memoria della Fondazione Policlinico “Agostino Gemelli” IRCCS e presso il Dip. Neuroscienze dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Campus di Roma) - studia la neuroinfiammazione nella malattia di Alzheimer tramite un approccio che potrà contribuire all’identificazione di nuovi biomarcatori precoci e di potenziali bersagli terapeutici.
Silvia Pelucchi - Ricercatrice presso il Dip. Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano – utilizza cellule prelevate dalla pelle dei pazienti e riprogrammate in cellule neuronali per studiare i meccanismi molecolari alla base della malattia di Alzheimer. I risultati della sua ricerca potranno contribuire a migliorare la diagnosi precoce e a favorire lo sviluppo di strategie terapeutiche più mirate e personalizzate.
Rebecca Piccarducci - Ricercatrice in Biochimica presso il Dip. Farmacia dell’Università degli Studi di Pisa – è impegnata nello sviluppo di trattamenti più precisi e personalizzati in grado di rallentare o prevenire la neurodegenerazione: il suo Progetto di Ricerca si concentra sulla variante genetica ApoE4, un importante fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer, con l’obiettivo di verificare se l’attivazione mirata di una particolare proteina possa esercitare un effetto neuroprotettivo e favorire il recupero delle connessioni sinaptiche compromesse dalla malattia.
Lorenzo Pini - Ricercatore presso il Dip. Neuroscienze dell’Università degli Studi di Padova ed il Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM) - vuole comprendere come l’esposizione prolungata a diverse sostanze inquinanti possa danneggiare sia la struttura dei collegamenti cerebrali che il normale scambio di informazioni rendendo il sistema cerebrale meno efficiente e più vulnerabile.
Ulteriori informazioni sul progetto della dott.ssa Banaj:
Il Progetto prevede l’utilizzo di strumenti innovativi e non invasivi con l’obiettivo di individuare precocemente le persone a maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. In particolare, verranno utilizzati sistemi di analisi avanzata in grado di apprendere dai dati ed identificare schemi complessi per analizzare in modo integrato informazioni cliniche, risultati di test neuropsicologici e immagini cerebrali, stimando anche la differenza tra l’età biologica del cervello e l’età anagrafica della persona. Attraverso questa integrazione, lo studio mira a riconoscere segnali molto precoci di cambiamento cerebrale, favorendo programmi di prevenzione e interventi personalizzati e migliorando nel tempo la qualità delle cure per pazienti e famiglie.
