Urologia. Il Santa Lucia nella rete regionale per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza | Fondazione Santa Lucia
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Urologia. Il Santa Lucia nella rete regionale per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza

 L’IRCCS di Via Ardeatina è tra i Centri di I livello individuati dalla Regione Lazio

Una rete pensata per garantire al paziente con incontinenza urinaria e/o fecale un’adeguata presa in carico, indirizzandolo al percorso assistenziale più idoneo. Tra le strutture chiamate a rispondere a questo bisogno di salute nel territorio regionale c’è anche la Fondazione Santa Lucia.

Nel Lazio, infatti, quasi mezzo milione di cittadini soffre di incontinenza in forme ed intensità diverse, spesso anche come esito di patologie neurologiche.

Con l’intento di offrire cure adeguate al grado di intensità e problematicità della patologia, la Rete dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell'incontinenza urinaria e fecale promossa dalla Regione Lazio è suddivisa in I, II e III livello.

Alla Fondazione Santa Lucia, come Centro di I livello – Diagnostico-Riabilitativo, è assegnata la funzione di diagnosi e trattamento iniziale dell’incontinenza urinaria e/o fecale, attraverso la presa in carico dell’assistito da parte di una figura medica specialistica integrata in un team multidisciplinare. Con questo mandato, il servizio manterrà il contatto con l’Assistenza Primaria e i centri di II e III livello per favorire lo sviluppo e l’integrazione dei migliori percorsi di cura.

Il Centro è affidato all’expertise dell’equipe di riabilitazione neurourologica, già presente al Santa Lucia e attiva nel trattamento di problematiche legate all’incontinenza urinaria, che possono essere provocate da patologie neurologiche, come ictus, malattia di Parkinson, lesioni midollari e Sclerosi Multipla.

L’urologa Isabella Parisi, referente Santa Lucia del Centro, ha commentato: “C’è molta disinformazione sulla problematica incontinenza, basti pensare alle campagne pubblicitarie sui presidi assorbenti. Cerchiamo di sfatare il luogo comune che l’incontinenza sia un problema legato all’invecchiamento e al fisiologico avanzamento dell’età – afferma la specialista - in realtà molti giovani ne soffrono: pensiamo all’incontinenza post-parto nella donna o a quella legata alla chirurgia tumorale prostatica nell’uomo”.

“Il consiglio è quello di parlarne – prosegue l’urologa - perché il problema si può affrontare e risolvere, con metodiche comportamentali, farmacologiche e riabilitative e non necessariamente invasive senza dover rassegnarsi o ricorrere all’utilizzo di presidi. Una rete di centri in grado di fornire gli strumenti necessari ad affrontare l’incontinenza – conclude Parisi – favorirà nei pazienti la possibilità di riconciliarsi col proprio corpo e guadagnare una migliore qualità di vita.