Studio con tipizzazione mirata diagnostica, psicopatologica, neuropsicologica e morfologica cerebrale di pazienti con diagnosi di schizofrenia

Il progetto mira all'identificazione di indici psicopatologici, neuro-psicologici, neuro-radiologici e genetici utili a una ridefinizione diagnostica dei sottotipi della schizofrenia. Questa ridefinizione in correlazione con la struttura e la funzione cerebrale, permetterà una maggiore razionalizzazione della terapia con conseguente maggiore efficacia della stessa.

La storia naturale e il decorso della schizofrenia sono caratterizzati da una notevole variabilità. Infatti, numerosi studi hanno dimostrato che l’esordio della sintomatologia, il decorso clinico e la risposta al trattamento farmacologico del disturbo sono molto variabili da soggetto a soggetto. Inoltre, la schizofrenia è un disturbo mentale dall’eziopatogenesi complessa e numerosi fattori, sia genetici che ambientali, sono stati ipotizzati come elementi causali del disturbo. La variabilità prognostica osservata potrebbe quindi riflettere un’eterogeneità nosografica. Compito della ricerca è quello di sviluppare una più precisa tipizzazione clinica, diagnostica e neurobiologica che integri i risultati di procedure d'indagine derivate da differenti orientamenti concettuali..

Ad esempio, i pazienti affetti da schizofrenia presentano una ridotta accuratezza nella stima di intervalli temporali. Questo deficit potrebbe essere primario o legato a deficit in altre funzioni cognitive e influisce negativamente sulle attività quotidiane dei pazienti creando deficit di funzionamento. Valutando queste difficoltà di timing si potrà chiarire il loro substrato neurobiologico e definirle come target di interventi riabilitativi specifici. Inoltre, aspetto centrale nella patologia psichiatrica grave è la capacità da parte del paziente di fornire il proprio consenso informato ai trattamenti. Valutare le relazioni che questa capacità può avere con le funzioni cognitive, la struttura e il funzionamento del sistema nervoso nei soggetti affetti da schizofrenia potrà aiutare a identificare strategie efficaci nell'incrementare l'aderenza ai trattamenti.

In questo contesto identificare specifici profili, che mettano insieme aspetti clinici e biologici, potrebbe aiutare a risolvere la questione dei modelli eziologici della schizofrenia. Ridefinire i sottotipi di schizofrenia sul piano diagnostico potrà aumentare il potere predittivo della risposta al trattamento farmacologico e riabilitativo nei pazienti.

Project Duration 
2015 – Presente.
Partner 

Unità dei Disturbi del Movimento (NESMOS), Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi di Senso, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza – Università di Roma

UOC Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza – Università di Roma

UOS EEG, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza – Università di Roma