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ROMA - «Il premio? Un ritiro di tre
giorni, ai primi di settembre, presso il centro La
Risacca, a Porto Sant'Elpidio, nelle Marche. Doppia seduta di allenamento
giornaliera
e tanto sudore. Sarà il mio benvenuto per la prossima stagione».
Riccardo VernoIe
si fa scappare un sorriso. Ma ci sarà poco da ridere per
i ragazzi della Santa
Lucia Sport Roma, neo campione d'Italia per società di nuoto
per disabili, che tra
circa un mese saranno chiamati ad iniziare una stagione agonistica
alla ricerca
di nuovi ed ambiziosi traguardi. Il 37enne tecnico romano ha pianificato
tutto. Ci
tiene da matti a confermare il risultato da poco conseguito e a
proseguire sul trend
molto positivo delle ultime stagioni. «Sono arrivato nel
1998 e la squadra era intorno al 16° posto nel torneo per società.
Beh, negli ultimi cinque anni sono arrivati quattro successi ed
un secondo posto, che ci permettono di non sentirci i parenti poveri
rispetto alla pallacanestro, che pure ha vinto tanto nella sua
storia. Per questo ho avuto l’idea del campus estivo, come
fanno le squadre di calcio per preparare la stagione. Un'idea niente
male, tanto che ho ricevuto richieste di partecipazione da parte
di atleti nazionali non appartenenti alla nostra società».
Lavoro e sacrificio. Questa la ricetta che ha permesso al club
romano di tornare su livelli di assoluta eccellenza in poco tempo.
Un mix di elementi che hanno permesso di creare lanciare anche
alcuni talenti ormai in orbita azzurra. E che hanno nuotato (e
vinto) anche in occasione dei Campionati Italiani Assoluti di Napoli. «Guido
Boscacci e Sofia Catena hanno
conquistato tre titoli nazionali a testa conferma Vernole - e,
visto che entrambi
hanno appena 15 anni, possiamo dire che il futuro è loro.
Guido è uno che nuota 4
chilometri al giorno e che vorrebbe allenarsi sempre. Come credo
che Christian Fares,
altro giovane talento ma già convocato più volte
in Nazionale, possa crescere
molto. E' l'intero gruppo, però, che mi ha dato grandi soddisfazioni.
Nel passato ci si
accusava di vincere perchè partecipavamo con un gran numero
di atleti. In queste ultime
edizioni della rassegna tricolore, invece, abbiamo dimostrato di
avere in squadra
nuotatori di qualità superiore alla media. Manca la stella,
la Cerasuolo della situazione,
tanto per fare un esempio, ma non è detto che i nostri giovanissimi
non sappiano cresceretanto da diventare personaggi nuotatori di
primissima scelta». Riccardo Vernole ha idee chiare anche
per quanto riguarda il futuro: «Avvicinare i top level tra
i nuotatori disabili è il nostro prossimo obiettivo - confessa – aumenterebbe
il tasso tecnico di allenamento, diventerebbero un modello da imitare
perfetto per i nostri ragazzi, magari utilizzando
la Piscina delle Rose all'Eur come centro di preparazione estiva».
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