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Si cercano adolescenti sani per studio clinico. Obiettivo: migliorare le terapie per bambini con disturbo ossessivo compulsivo

Idee, pensieri e immagini che si presentano in modo ossessivo alla mente, indipendentemente dalla propria volontà. E azioni ripetitive, messe in atto come “cerimoniali”, allo scopo di controllare l’ansia generata dallo stato della mente. È il disturbo ossessivo compulsivo, una patologia che ha un elevato rischio di accompagnare la persona per tutta l’età adulta e che nella metà dei casi esordisce molto presto, prima dei dodici anni o in età adolescenziale.

Diagnosticarla in modo precoce e predire i suoi sviluppi cerebrali, cognitivi e clinici rappresenta oggi ancora una sfida. La Fondazione Santa Lucia Irccs e l’Ospedale Bambin Gesù hanno per questo unito le proprie competenze, per realizzare uno studio del disturbo in età pediatrica, che possa contribuire ad accorciare i tempi della diagnosi e aumentare l’efficacia di trattamenti sempre più mirati sulla singola persona. 

Per realizzare lo studio è necessario però confrontare i dati relativi a pazienti affetti dal disturbo con l’osservazione di soggetti sani. Per questo, Fondazione Santa Lucia Irccs e Ospedale Bambin Gesù cercano persone sane, in età compresa tra i 14 e i 18 anni, disponibili a sottoporsi al test di valutazione neuropsicologica e a una risonanza magnetica dell’encefalo con il consenso informato scritto dei genitori.

Per chiedere di partecipare allo studio è sufficiente scrivere a valutazione.neuropiscologica@hsantalucia.it oppure telefonare al numero 06.5150.1188 (nel caso di mancata risposta, si può registrare sulla segreteria telefonica il proprio nominativo e numero di telefono per essere richiamati).

Il Protocollo di valutazione è assolutamente non invasivo e viene eseguito presso la Fondazione Santa Lucia Irccs (via Ardeatina 306, Roma). Al termine la persona riceverà la relazione di valutazione neuropsicologica, il referto della Risonanza Magnetica e un rimborso spese di 50 euro.

A confermare l’importanza dello studio ci sono ricerche recenti, secondo cui il disturbo ossessivo compulsivo pediatrico rappresenterebbe una specie diversa dal disturbo dell’adulto, caratterizzata da una maggiore prevalenza maschile, familiarità psichiatrica ed elevata compresenza di altri disturbi psichiatrici come tic e ADHD. Un’altra ricerca condotta dal consorzio ENIGMA OCD, del quale fa parte il Laboratorio di Neuropsichiatria della Fondazione Santa Lucia, ha evidenziato differenze significative nelle aree cerebrali di persone affette da disturbo ossessivo compulsivo, a seconda che fossero adulti o bambini. In base ai dati relativi a 1.830 pazienti osservati, i bambini mostrano nello studio un aumento del volume del talamo, mentre i pazienti adulti risultano caratterizzati da alterazioni nella volumetria dell’ippocampo e del pallido.

Lo studio che parte ora e vede coinvolto il medesimo Laboratorio, diretto dal Dott. Gianfranco Spalletta, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, si propone d’indagare le caratteristiche genetiche della patologia in età pediatrica, identificando le sue caratteristiche psicopatologiche, neuropsicologiche e morfometriche cerebrali. Tra gli obiettivi clinici anche quello di prevenire, grazie a terapie precoci, la cronicizzazione del disturbo ossessivo compulsivo in età adulta.